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“Smetti di essere un’idealista, le cose non cambiano.” Rosanna Cortese ci spiega come creare il progresso tramite l’informazione

“Smetti di essere un’idealista, le cose non cambiano.” Rosanna Cortese ci spiega come creare il progresso tramite l’informazione

Rosanna Cortese

Rosanna Cortese

"Ho sempre avuto la curiosità di ricercare delle risposte al di là di
quello che era scritto sui libri."

Inizio con una semplice domanda e la pongo proprio a te che stai leggendo: 

Quante volte ti è capitato di sentirti così piccolo nel mondo da rinunciare a qualcosa in cui credevi tanto, solo perché sei ancora convinta/o di non essere abbastanza da creare un progresso o un cambiamento?

Ligabue diceva che il cerino sfregato nel buio fa più luce di quanto vediamo… ed anche che l’importante, a volte, è solamente crederci.

Ma basta davvero così poco, che in realtà poco poi non è?

A raccontare la sua storia è Rosanna Cortese, una neurologa barese che attualmente lavora tra il Multiple Sclerosis Centre del Queen Square Centre a Londra, dove sta terminando il suo dottorato di ricerca sulle tecniche avanzate di risonanza magnetica in sclerosi multipla, e L’Università di Siena, dove ha vinto una borsa di studio finanziata dalla società europea di risonanza magnetica in sclerosi multipla (MAGNIMS).

Raccontaci Rosanna, da dov’è  nata la tua curiosità e determinazione?

“Sin da quando studiavo medicina all’Università di Bari, ho sempre avuto la curiosità di ricercare delle risposte al di là di quello che era scritto sui libri. Questa curiosità è poi aumentata quando i miei studi sono diventati un lavoro e mi sono resa conto che le risposte che davo ai miei pazienti non erano sufficienti e che per loro potevo fare qualcosa di più.

Tratti la Sclerosi Multipla quotidianamente con le tue inarrestabili ricerche… ma cos’è davvero? E come reagiscono le persone che non ne avevano mai sentito parlare?

“La Sclerosi Multipla e’ una malattia neuro-degenerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzata da una reazione anomala delle difese immunitarie contro alcuni componenti del sistema nervoso centrale, scambiandoli per sostanze estranee. L’infiammazione che ne deriva danneggia la mielina (guaina che circonda e isola le fibre nervose), processo definito demielinizzazione, che determina la perdita di tessuto nervoso con la formazione di “placche”.

 La malattia è più frequente nelle donne, esordisce prevalentemente tra i 20 e i 40 anni e, sebbene ad oggi non esista una cura definitiva, numerose terapie possono modificare il suo decorso, rallentandone la progressione.

La prima reazione è la paura: nell’immaginario comune un paziente con la sclerosi multipla è un paziente disabile, sulla sedia a rotelle, con una vita limitata. Negli ultimi anni però, la ricerca ha consentito notevoli progressi nella comprensione di questa malattia e numerosi trattamenti sono stati sviluppati che, soprattutto se iniziati precocemente nel corso della malattia, possono ridurre la frequenza e gravità delle ricadute e dei sintomi associati, garantendo una vita normale. Ad oggi però, purtroppo una cura definitiva non esiste ed è per questo che bisogna continuare a ricercare.”

Possiamo dire che la curiosità è fondamentale se si vuol conoscere e far conoscere.  Anche nella tua vita ha giocato un ruolo determinante…ma con tutte le fake news, a volte, dirigersi nel senso opposto e creare barriere è solo questione di un attimo.

Quanto è importante informarsi correttamente su questa malattia e perché?

“L’informazione è essenziale perché’ è dalle informazioni che nasce il progresso.

Quando cerco di spiegare il mio lavoro a chi non è informato, molte volte mi trovo a contrastare delle reazioni del tipo: “Tu non sei un dottore, i dottori devono stare in ospedale e curare i malati”, o anche “Ma chi te lo fa fare?” oppure (la più triste) “Smetti di essere un’idealista, le cose non cambiano”.

Perché è vero, la ricerca richiede passione, sacrificio, sapersi rialzare dopo le sconfitte (tante) ma gioire quando si scopre qualcosa di nuovo, una piccola risposta che può aiutare a comprendere più a fondo i meccanismi fisiopatologici di malattie come la sclerosi multipla per la quale negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante ma ancora tante domande non hanno risposte.”

Quando si parla di ricerca non si può non far riferimento al futuro. Le ricerche, infatti, nascono anche con lo scopo di migliorarlo… e se facciamo riferimento al futuro non possiamo non menzionare i giovani. 

Quanto conta rendere partecipi, più vicine ed informate le nuove generazioni? Anche durante l’evento di Apulia Summertime 2019, cosa hai notato mentre condividevi la tua esperienza e conoscenza a così tanti giovani provenienti da tutto il mondo?

“Io penso che i giovani siano la nostra più grande risorsa e credo che l’unico modo per andare avanti e progredire, sia trasmettere ai giovani che superare i limiti della conoscenza è possibile. Apulia Summertime è stata per me una grande conferma di questo. Avevo un compito non facile: interrompere le danze di ragazzi provenienti da tutto il mondo in una calda serata d’estate tra i trulli pugliesi per parlare del mio lavoro e per dare un senso a quelle opere d’arte bellissime che stavano creando ispirandosi alla mia terra. Il risultato è stato sorprendente: da subito mi hanno ispirato con le loro idee, stimolato con le loro domande e contagiato con il loro entusiasmo, caricando ancora di più la passione che ho per quello che faccio.”

Rosanna stai facendo un ottimo lavoro. Ti ringraziamo per ispirarci e per aver preso parte al nostro evento che, appunto, mira a devolvere tutto il ricavato alla ricerca per la Sclerosi Multipla.

Ma è necessario anche pensare a cosa potrebbe fare ognuno di noi nel proprio piccolo per aiutare la sensibilizzazione e la ricerca di questa malattia, quali sono i tuoi consigli?

“Continuare a diffondere le informazioni nella popolazione e supportare le associazioni, come l’AISM, che da anni garantiscono un contributo fondamentale a ricercatori italiani e soprattutto puntare sui giovani, informarli, trasmettere loro la passione per la ricerca, insegnare loro a superare i limiti, a non avere paura della conoscenza, 

non fermarsi di fronte agli ostacoli e a lavorare “insieme”, perché da soli non si va da nessuna parte.”

Svetochka

Svetochka

Ed in quel buio, quasi per caso, trovai una piccola luce, ed in quella piccola luce il riflesso di me stessa.

Non so bene come sia nata l’idea di Svetochka di iniziare a scrivere e raccontare.
Quel che ricordo per certo è il fatto che stava sempre lontana dai giornali e dalla tv…sapeva quanto pericolosi fossero, sin da piccola!
Erano capaci di rattristirti o di farti provare odio e disprezzo nel giro di un solo minuto.

Lei aveva pensato bene di scappare via in cerca della verità e della semplicità che pian piano stava svanendo…ma scappare non è mai stata una vera soluzione, se non un infinito rimandare.

Decise così di raccontare quello che stava raccogliendo da quel viaggio: Culture, Tradizioni, Benessere, Consigli, Posti sconosciuti ma mozzafiato, Stili di vita, ma soprattutto racconta di Lei… della Natura, scritta con la enne maiuscola, perché è così che va fatto.

C’è sempre del verde nei suoi racconti, dove la parola magica è: semplicità.
Perché Svetochka lo sa, la verità risiede solo nelle cose semplici.

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