Associazione DREAMTIME

Niko D’Accolti

Niko D’Accolti

Niko D’Accolti è un’artista poliedrico nato a Conversano (BA) nel 1990.
Consegue la laurea triennale in Grafica d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bari a pieni voti e con lode. Spazia dal tatuaggio customizzato ai dipinti ad olio e a tempera miscelata a supporti di varia natura, dall’acquerello al tratteggio, dalla figurazione plastica e scultorea a quella onirica e surreale, configurando la sua immagine di artista come completa e illimitata nella capacità di utilizzo dei mezzi e dei linguaggi. Per quanto guardi sempre alle nuove forme e dinamiche dell’arte, il focus più di ispirazione è posto sul passato, dai grandi maestri della figurazione del Rinascimento alla sintesi in campiture e contorni dell’arte giapponese, quasi come Parrasio cerca nella linea le profondità.
Da Hieronymus Bosch a Crana e Piranesi  fino ai surrealisti in un percorso esaustivo delle possibilità di “far dell’idea materia” come suggeriva già il Da Vinci.

“Penso che l’arte non sia solo una suggestione, ma lavoro e costanza, tutto per dar vita al mondo onirico che è conforto, una via di fuga dalla realtà, un mondo che nasce nelle mie mani, e tutto è gestito da me, disegno e dipingo a volte in maniera compulsiva, e non sempre è una liberazione, spesso un’esigenza.”
Questo il pensiero legato alla sua poietica, legata all’uomo faber ma anche a un immaginario romantico ed evasivo. Non si pone regole fisse nella produzione, anche per l’esigenza profonda di sperimentare le più disparate tecniche e supporti e fondere le conoscenze per potersi avvicinare il più possibile al seme incontaminato dell’opera.
A volte lavora con bozzetti, schemi prospettici e compositivi e veri e propri progetti, altre volte è regolato niente meno che dal flusso di coscienza e dalla psiche profonda, come nel tentativo di un’Arte curativa e terapeutica per se stessi e per gli altri.

Il suo percorso che va dall’incisione in Accademia con la Grafica d’arte, la grafica pubblicitaria, la pittura, i graffiti, e per ultimo i tatuaggi, fa si che l’autore visuale offra un’ampia e variegata gamma di riferimenti e linguaggi.
Ognuno di questi mondi influisce, ma la maggiore ispirazione sono i suoi vissuti. La natura e soprattutto gli animali, raccontano storie, un po’ attraverso le proprie simbologie, altre volte tramite citazioni dell’ambiente e della vita vissuta: possono essere persone, cose, situazioni, o la voglia di perseguire un obiettivo o qualcosa, insomma a volte sono i messaggeri altre volte protagonisti, in un dialogo fra visibile (tramite i codici) e invisibile (non conoscendo quei luoghi e quelle esperienze).

Un altro ruolo da protagonista lo hanno le donne, che dipinge per la loro bellezza estetica intrinseca e armoniosa, e per la capacità di esprimere emozioni e sentimenti senza filtri. Un po’ come la musa ispiratrice per i classici, che non deve riferirsi sempre o per forza a una reale persone, ma alla personificazione della vita stessa. Negli ultimi lavori, c’è un distacco da tutto ciò. Solo gli animali rimangono costanti, ma un nuovo personaggio prende il sopravvento, una trasfigurazione dell’ego dell’artista alcune volte, altre un manichino vuoto che si riempie e si anima delle gioie e dei dolori della vita, delle angosce e dei sogni, a limite fra metafisico, onirico e surrealismo.  Una visione onirica dove tutto nasce ed è gestito da una voglia di rivalsa, riflessione, e amore.

In conclusione la vita professionale, universitaria, e personale densa e carica di significato e di esperienze nelle più varie direzioni generano un artista capace di essere empatico, autotelico ma non solipsistico, comunicativo e riflessivo, capace di esprimere la sua visione personale del mondo attraverso ogni strumento dell’arte, lasciando sempre meravigliati e affascinati da quel mondo che vive nascosto in ognuno di noi.