Associazione DREAMTIME

Fabio Savelli

Fabio Savelli

Fabio, raccontaci in pillole questo tuo percorso dagli esordi. Come nasce la passione in te di diventare giornalista?

“Già da bambino mi ero messo in testa di fare il giornalino di classe. E in quarta elementare avevo creato nella mia classe una piccola redazione che coordinavo per la realizzazione di quattro paginette sui temi che ci stavano più a cuore”

 Non sarà stato sicuramente un percorso facile: quali le difficoltà incontrate e, perché no, quali i colpi di fortuna (se ci sono stati)?

“Tantissime difficoltà, 7 stage, di cui la gran parte non retribuiti (soprattutto uno all’estero all’Ansa di Madrid nella sede di corrispondenza estera), due lauree in Comunicazione, tre test d’ingresso falliti in altrettante scuole di giornalismo a Roma, poi la decisione di provare il test alla scuola di giornalismo Università degli studi Walter Tobagi di Milano, dove sono entrato a 25 anni e dopo due anni di praticantato sono diventato professionista superando l’esame di Stato. Trasferirsi a Milano è stato difficile, non avevo soldi quindi ho chiesto un prestito ad onore a Banca Intesa (che ha una convenzione con l’università Statale) e così ho pagato i due anni di studi e i 13mila euro di master. Purtroppo non potevo permettermi una casa normale, quindi ho preso un monolocale di nove metri quadri in zona Loreto a Milano (era l’ex gabbiotto del portiere di quello stabile) e lì ho vissuto con quella che allora era la mia ragazza per due anni. Dopo aver finito il master collaboravo a zero euro con Milano Finanza, ma è arrivata una telefonata dal Corriere: cercavano un giovane collaboratore per il settimanale Corriere Economia, che scrivesse di economia per il sito e che fosse il co-autore del blog Generazione Pro Pro sulle piccole e medie imprese curato da Dario Di Vico. L’incontro con il vicedirettore del Corsera, Daniele Manca, mi ha cambiato la vita: mi ha scelto per un piccolo contratto di collaborazione a tre mesi che poi mi ha rinnovato per un anno. Al termine ho avuto un contratto di sostituzione a Corriere.it di due mesi e poco tempo dopo la direzione ha deciso di assumere con un concorsone due giovani giornalisti per il sito internet. Dopo tre selezioni hanno deciso che fossi io una delle due persone da selezionare per un contratto biennale che mi scade il 31 dicembre (speriamo bene per il futuro)”.

Il tuo curriculum vanta di una laurea in Scienze della Comunicazione, un’ esperienza Erasmus a Salamanca e un Master in Giornalismo. Oltre a questo, molti sono stati gli stages. Quanto hanno contribuito anche questi ultimi alla tua formazione?

“Gli stage che ho fatto (da Repubblica economia a Milano Finanza, ai tre all’Ansa, a quello nella Gazzetta di Modena e nel Nuovo Territorio di Latina) sono stati decisivi nella mia formazione: senza di quelli non sarei dove sono ora, anche perché i 5 anni di studio alla Lumsa di Roma mi hanno lasciato davvero poco, in termini di competenze.

Troppo pochi gli stimoli che incentivano un giovane ad avvicinarsi al mondo del giornalismo. Ci mostrano un’ immagine desolata del nostro Paese. Cosa ne pensi tu, vedendola da dentro, della situazione giornalistica italiana?

“La situazione è desolante, la torta si sta restringendo parecchio ed essere giornalisti oggi è sempre più complicato. Io sono un privilegiato, anche perché sostenersi con questo lavoro è diventato sempre più difficile e il rischio è che la professione diventi sempre più territorio dei figli di papà che possono permettersi questa lunga gavetta”.