Associazione DREAMTIME

Wanderlust 1° Month in India

Wanderlust 1° Month in India

Pushkar! Credo sia il luogo giusto per raccontarvi questi 30 giorni di India. Le storie sulla nascita di questa città sono molte, una lacrima Brahma o il petalo di un fiore miti e leggende sulla nascita di questo lago sacro intorno al quale si sviluppa tutta la città e tutta la sua fama…. Sono giunto qui per caso, ne avevo sentito parlare ed essendo sulla mia strada ho deciso di fare una sosta che complice anche il fantastico ostello dove alloggio e da dove sto scrivendo, si è prolungata oltremodo (Into the Unknow ).

Come avete capito per il mio viaggio non ho fatto un programma ben preciso, basti pensare che ho cambiato più volte “la mia bozza” di itinerario che credo cambierà innumerevoli volte, unica certezza qualche amico da incontrare lungo il cammino che mi obbliga ad essere in un determinato posto in un determinato giorno, proprio questi amici per il momento hanno tracciato il mio itinerario.

Mumbai, (1°Tappa)sono arrivato da il Cairo in questa città che forse più di ogni altra ci mostra l’India d’oggi, un’enorme scatola magica dove al suo interno potete trovare ogni cosa. E’ la seconda volta che visito Mumbai e questa volta ci sono stato dieci giorni. Molti la detestano perché caotica, sporca, ladra e corrotta ma nonostante io non possa smentire nulla di tutto ciò c’è qualcosa di questa città che esercita su di me un fascino irresistibile….. Dimenticatevi il cielo, da Mumbai non si vede, una coltre di smog ricopre h24 la città e se non si può guardare il cielo non ci resta che guardare a terra, questa terra così piena, stracolma di tutto, di gente di spazzatura, di animali di edifici coloniali e di baracche. Tante volte mi sono domandato, quanta vita c’è in un solo metro quadro a Mumbai? In un solo colpo d’occhio, mi è capitato di vedere: una mucca che mangia insieme ad un cane ed un gatto, due o tre specie diverse di uccelli volteggiano sopra di loro un bimbo che gioca, una donna che seduta a terra vende la frutta ed un uomo ben vestito mangia qualcosa di unto con le mani, in un banchetto arrangiato, da sfondo un vecchio edificio Inglese abbandonato e nelle orecchie l’incessante traffico di “Bombay”… Ma Bombay è anche entrare in cortile e dopo pochi passi l’unico rumore percepibile è quello degli uccelli tra gli alberi, il traffico sembra essere svanito, uno scoiattolo distrae il tuo sguardo da quell’edifico inglese che come un miracolo sembra scampato alla follia distruttiva degli indiani, non tutti gli indiani sono cosi però, basta per esempio andare in Chhatrapati Shivaji Terminus, la stazione che gli inglesi hanno costruito come se dovesse essere una cattedrale, farsi largo tra la folla, prendere un treno in corsa al costo di poche rupie e dirigersi verso la “periferia”…per scendere è sempre una lotta ti conviene farlo quando il treno è ancora in corsa perché appena si ferma diventa difficile con le persone che fremono per salire. Scendo a Bandra per incontrare un caro amico , ed ecco che le vetrine sfoggiano quel gusto familiare a noi occidentali, nei locali sono in vendita piatti “healty” ed i cani non sono più randagi ma di razza ed al guinzaglio e ti domandi se sul quel treno sei stato venti minuti o venti anni….Prosegui la tua passeggiata e vorresti fermarti a mangiare un sushi(avrei dovuto farlo non mi è più capitato), ma è meglio mangiare vicino al club dove tra poco inizierà un concerto jazz….mi tolgo le scarpe, mi siedo, la musica inizia a suonare….. è tarda notte non c’è traffico posso prendere un taxi, venticinque minuti o forse meno e sono in hotel, i cani randagi mi aspettano assonnati, qualcuno dorme per la strada nonostante i clacson continuano a suonare come se fossero le undici di mattina… Bombay ti dico di nuovo arrivederci… ah dimenticavo un signore un pomeriggio mi ferma per la strada, ci parlo a lungo, invita me e la mia compagna a pranzo a casa sua, noi per la domenica però abbiamo già un’impegno ci organizziamo per il lunedi in un ristorante in centro, ci presenterà la moglie e la figlia ….l’India…

Se vuoi conoscere la vera India, devi spostarti in treno, lo dicono tutti da Tiziano Terzani all’ultima guida turistica appena uscita, ed è vero, cosi raggiungo Vapi, (2 Tappa)devo salutare un ragazzo che ho conosciuto in treno lo scorso anno. A Vapi non c’è assolutamente nulla di turistico, io e la mia compagna siamo i soli turisti infatti. 

Sumit ci accoglie con i suoi occhi chiari, una vera rarità qui dove il nero degli occhi raggiunge delle tonalità che neanche Goethe saprebbe descrivere….

Salgo in sella, qui il casco non si usa… Due giorni con un ragazzo di diciotto anni che in compagnia dei sui amici ci mostra il suo mondo, non credo ci sia modo migliore di conoscere l’India che salire in tre su una moto e sfidare il traffico indiano, Sumit mi accompagna in stazione con il suo amico che ho soprannominato “mafia”, non parlava inglese non ho compreso nulla delle cose che mi ha detto ma è riuscito a farmi ridere come non mai…         

                                                                                                                                                                       Arriva il treno ma abbiamo prenotato con troppo poco anticipo e non abbiamo il posto a sedere, poco male le porte dei treni in India rimangono aperte anche in corsa mi siedo sulla porta metto le cuffie e la mia musica si mescola al rumore del treno sulle rotaie, quante cose si vedono da un treno indiano non potete immaginarlo, nulla devo lasciare il mio posto un signore mi ha trovato un posto a sedere , gli indiani sono fatti cosi, sui soldi cercano di fregarti ma se possono aiutarti lo fanno è proprio il suo posto lui si stringe con la moglie……..

Welcome in Surat (3° Tappa), questa tappa l’ho scelta per caso solo per fare una sosta intermedia, arrivo di sera, l’hotel è vicino la stazione, lascio lo zaino ed esco per una passeggiata…. Direzione fiume, non so molto di questa città se non che lavora circa il 90% dei diamanti del mondo ed ha uno dei pil più alti dell’India, ma ad un backpacker queste cose interessano poco, sono affamato la via principale che sto percorrendo è stracolma di negozi ma nessuno vende cose da mangiare, ogni tanto qualche bottega vende biscotti e patatine confezionate ma io vorrei mangiare qualcosa di più sostanzioso…… La cosa curiosa dell’India è che tutte le attività commerciali sono posizionate per categoria merceologica, ad esempio c’è la via dove vendono le stoviglie, quella delle gioiellerie, quella delle stoffe e cosi all’infinito ed è impossibile trovare qualcuno che vende qualcosa di diverso, ma finalmente arriva la via del food, mangio qualcosa per strada, in questi banchetti estremamente economici ma a me sembra tutto delizioso.. Raggiungo il fiume ma fa freddo, mi dirigo verso un tuk tuk, mi chiede trecento rupie per raggiungere l’hotel, inizia la solita trattativa io fingo di andar via, e concordiamo cinquanta rupie….. Segnati i posti da vedere sulla mappa lascio l’hotel e fermo un tuktuk, c’è una signora anziana con un bimbo, Marta saluta e la signora gli molla il bambino in braccio, si inserisce lei nella conversazione e dice che tra poco arriva il figlio e ci potrà accompagnare. Mi ritrovo in una berlina Hyundai con un signore e sua moglie, sembrerebbe un rapimento, visitiamo qualche tempio, scattiamo un milione di selfie e poi ci portano nel loro ufficcio, “oh oh che facciamo” gaurdo Marta preoccupato, ci invitano a pranzo io voglio fuggire, ci sono quasi, no nulla vogliono accompagnarmi ad un un altro tempio, accettiamo ma trovo il modo di sganciarmi, mi precipito sul primo carretto che e mangio qualcosa, non era vero che non ero affamato……Proseguo il mio giro turistico, ci sono due cimiteri a Surat uno inglese e l’altro Armeno che meritano di essere visitati, l’ingresso è gratuito e naturalmente è tutto abbandonato, un vero peccato…

Decido con Marta di tornare a piedi in hotel, mentre camminiamo Marta si affaccia in un vicolo dove sono in corso i preparativi per un matrimonio, un ragazzo dal balcone mi sorride, ricambio… Sono passati pochi istanti e la porta sulla strada si apre ci invitano ad entrare, c’è molto fermento nella casa tutti sono vestiti a festa, uomini e donne sistemano abiti e trucco, quanti colori….Saliamo al terzo piano, nella stanza dove vivranno gli sposi è allestito un set fotografico, subito penso che vogliono le solite foto con i turisti occidentali, come tutti qui India, ed infatti ci invitano a fare le foto….. siamo vestiti in jeans e t-shirt e stoniamo tra sete e ricami… una donna prende lo smalto e lo comincia a mettere sulle unghie di Marta, in pochi minuti arrivano abiti indiani per noi, gli uomini di casa mi portano in una stanza e mi aiutano a vestirmi, Marta viene rapita dalle donne ( è il secondo rapimento in sole 24h), ci incontriamo poco dopo sulla via, chiusa ed allestita per l’occorrenza, Marta è indiana ed a giudicare dal suo sguardo anche io …. il resto della serata è un turbinio di colori e odori, la sfilata lungo la via al ritmo dei tamburi, la solenne cerimonia, il cibo squisito servito in abbondanza, e le danze sfrenate fino a tarda notte, ci riaccompagnano in hotel nelle orecchie ancora la musica, negli occhi mille colori e nel cuore quella gioia che difficilmente dimenticherò, prima di addormentarmi chiedo a Marta se fosse tutto vero, eh si sono in India

Zaino in spalla e si riparte, ieri mi hanno chiesto di rimanere per gli altri due giorni di matrimonio ma ho un biglietto di seconda classe non a/c che mi porterà ad Ahmedabad…. che caos… il tuk tuk come al solito spara cifre astronomiche, ma anche questa contrattazione è andata, poso lo zaino, io per cavalleria porto quello di Marta che fortunatamente si è contenuta, sono solo 70 lt. È ora di cena ma prima passeggio fino al fiume, ed ecco uno dei mille contrasti indiani, un lungo fiume che fa invidia a qualsiasi capitale Europea, tutto pulito ed ordinato, poi oggi è il giorno dell’indipendenza ed una installazione luminosa impreziosisce tutto il riverfront.

 

 

Suona la sveglia, colazione in camera, questo regalo di Booking è molto gradito, mi armo di reflex e GoPro, Ahmedabad non ti temo, ma il tuo caos mi lascia sbalordito, il mercato sembra un formicaio e nella via delle macellerie lo spettacolo è macabro e surreale allo stesso momento, (ps per macelleria si intende carne appoggiata su delle tavole di legno in barba ad ogni norma igienica sanitaria immaginabile. Per la prossima tappa non ci sono treni, quindi prendo un bus il mattino successivo che dovrebbe portarmi ad Udaipur in cinque ore, ne serviranno sette…..

Facciamo una cosa non vi dirò più che le trattative per i tuktuk sono estenuanti ma tenetelo bene a mente ogni spostamento in India è una battaglia, arrivo alla guest house in tarda serata e la stanza è gelida, non faceva cosi freddo da venti anni mormora le gente del luogo, l’acqua calda solo la mattina e se c’è il sole, bene ma non benissimo, poso lo zaino e via ho fame, al ristorante incontro una coppia di tedeschi sui 60 anni, è la ventesima volta che vengono in India e lui ha perso il passaporto, non vorrei essere nei suoi panni.

Salite e discese, vicoletti con negozi che vendono di tutto, vecchine che spuntano da ogni angolo, questa è Udaipur tutta bianca che si sviluppa su un lago molto suggestivo ma che ahime è pieno di immondizia. Il forte che domina il lago è il più grande del rahjstan per visitarlo tutto impiego quasi tutto il giorno. Raggiungo la riva opposta del lago, puntuale quel burlone del sole comincia a dipingere il cielo, cavolo oggi ne ha di colori eh, posiziono la gopro spingo REC, mi siedo con Bon Iver nelle orecchie….. Udaipur non è molto India, qui il turismo ha trasformato la città ma considerando che il mio viaggio si prospetta lungo, mi concedo volentieri qualche giorno qui dove gli Indiani hanno imparato a coccolare gli occidentali senza dimenticare mai le loro origini, dopo hamburger coco-cala e patatine su un bellissimo rooftop vista lago, scendo al piano di sotto per pagare e nonostante la sala ed i rispettivi tavoli siano vuoti due ragazzi mangiano a terra il loro cibo tradizionale..

 

Vado o non vado? Vabbè dai una sola notte…..

Se vi capita di passare da queste parti non perdetevi Chittorgarh. L’Hotel è vicino la stazione dei bus, che fortuna, com’è quel proverbio? Non dire gatto se non lo hai nel sacco! Ed infatti la nostra stanza non c’è, una macchina mi porta in un altro hotel della catena, il tizio prova a fare l’indiano, alzo la voce ed eccomi in hotel, non era quello che avevo scelto ma va bene anche questo, di corsa al forte… Dir bello è riduttivo, per raggiungerlo bisogna salire su un monte e le porte di accesso sono nove, per visitarlo a dovere mezza giornata non basta, ma domani si parte per Bundi, quindi accellero il passo e tra un tempio ed un palazzo mi godo il tramonto insieme a non so quante scimmie….

 

 

Quattro euro per quattro notti, ostello per 2 persone con stanza privata, sono un po’ preoccupato ma le recensioni sono tutte positive… la stanza è più grande di casa mia a Roma(o meglio la mia vecchia casa non è più una 🙂 ), pulita ed affaccia sulla via principale neanche apro lo zaino che ho già partorito l’idea di rimanere altre due notti, saggia scelta! Bundi è turistica ma non troppo, è una di quelle che mete che non viene presa in considerazione dal turista che ha a disposizione solo due settimane, anche qui c’è un forte che domina tutta la città, ma questo è forse uno dei più abbandonati che ho avuto modo di vedere fin ora ed è un peccato assoluto, 600 rupie per entrare e appena varco il primo accesso il palazzo si rivela maestoso e decadente, un ripida salita mi conduce ad un altra porta di accesso e prima di entrare già sgrano gli occhi, come può tutto questo essere cosi abbandonato? La mia mente fa un tuffo nel passato, ma gli odori nauseanti del guano dei piccioni e vari divieti di accesso mi riportano violentemente nel presente. Esco dal palazzo ed un’altra salita mi aspetta, Marta torna in stanza per problemi tecnici ed io raggiungo il secondo palazzo, anche questo secondo palazzo dello stesso complesso è stupendo e qui sembra che gli indiani si siano messi una mano sulla coscienza, una gabbia di metallo preserva il cortile principale del palazzo dove miracolosamente molti dipinti sono scampati alla follia distruttiva degli Indiani, finalmente non ci sono ne scimmie ne piccioni, solo qualche scoiattolino…. Che spettacolo!!!!!!

Una guardia mi dice che se voglio posso salire ancora più su e raggiungere il forte, io posso in quanto turista gli indiani non possono accedere, e se si visita l’india è facile comprendere il perché e questo palazzo offre una motivazione più che valida… in occidente infatti spesso pensiamo che il grande problema di qui sia la povertà(economica), ma non è proprio cosi c’è anche una povertà culturale che non mi riesco a spiegare, dipinti danneggiati senza una ragione, immondizia lasciata ovunque e nessuno che cerca di preservare l’enorme patrimonio

artistico di questo popolo, ora sembra esserci un cambio di rotta e spero vivamente che ciò accada presto….Mi avventuro per questa strada sempre più ripida che sale sulla cima della montagna dove è situato il forte, sono solo per circa un’ora, non ho con me un bastone consigliato sia per aiutarsi nella salita che per tenere a bada le scimmie, ma ho gambe forti e per le scimmie ho la GoPro ed il suo selfie stick, speriamo bene. Arrivo in cima sano e salvo, varco il portone con il legno ormai andato, e non ho più parole per descrivere lo spettacolo.

 

Incontro una coppia e sono quasi sollevato, troppe troppe scimmie e non vedevo umani da più di un’ora, termino la visita della parte più alta del forte, torri, stepwell, cortili, terrazze , credo di aver visitato ogni angolo tranne un edificio al cui ingresso c’erano circa duecento scimmie, meglio evitare!!! Scendo nel paese e proseguo la visita tra il mercato spuntano dei fantastici stepwell che purtroppo non svolgendo più la loro funzione di raccolta idrica e religiosa la gente del luogo ha pensato di utilizzare come discarica, nei giorni successivi però ne visiterò altri due molto più grandi e ben tenuti che vale la pena visitare.

Bundi promossa a pieni voti ed anche se la mia stanza fantastica costa solo un euro a notte è arrivato il momento di salutarci anche questa volta non ho prenotato il bus arrivo alla stazione e quello che dovrei prendere è in partenza salgo al volo e trovo posto. Descrivere treni e autobus indiani è impossibile, mille scene, odori, rumori, cibo, si vede veramente di tutto, ma questa mi mancava nonostante la mia discreta esperienza: gli autobus pubblici, quelli “governativi” come li chiamano qua si fermano dove vuoi e fanno salire chiunque faccia un cenno con la mano, mentre ho ben compreso che non c’è il limite per il numero delle persone non ho capito ,come il controllore fa a stabilire il prezzo della corsa, pagano tutti una cifra diversa ma la cosa curiosa è che le donne anche le turiste pagano di meno, a loro sono riservati tutti i lavori più pesanti come trasportare pietre e raccogliere gli escrementi per le montagne ma pagano ridotto sul bus… that’s India…. Mi sono perso scusate, volevo solo dirvi che mentre ero assorto nella mia lettura (fortunatamente trovo sempre posto) in una delle tante fermate il bus si riempe ancor di più e solo quando alzo lo sguardo mi accorgo che sono saliti una decina di poliziotti, armati di fucile con 5-6 detenuti “incatenati”!!!! e tutto questo come se nulla fosse, tutti rilassati poliziotti, detenuti e altri passeggeri, vabbè Jaipur arrivo ti ho già incontrata e so che non sei rosa pero spero che almeno questa volta mi piacerai un po’ di più torno solo perché Marta non ti ha mai visto…

 

Nulla da fare non sono riuscito a ricredermi, Jaipur è da vedere, il forte, il palazzo del vento, quel cortile fantastico all’interno del city palace, adoro quelle porte, ma troppo caos e poca anima, però però chi incontro al mercato prima di partire???? FRANCESCAAAAAAA 

Vado al mercato per salutarla anche lei di Roma è in India per un matrimonio ed è con altre trenta persone italiane e indiane… trascorrerò al mercato circa tre ore, esperienza divertente poiché lo sposo è indiano, ed buffo vedere come cambia il prezzo dopo che interviene lui nella trattativa, io però non ho bisogno di sostegno, acquisto solo due maglie che da 5000 rupie mi verranno miracol

osamente scontate a “600” Rupie. Prima di lasciare Jaipur però vado ad allenarmi in una palestra, India ma quante facce hai? La palestra è pulitissima ordinata e molto tecnologica non ci sono neanche gli armadietti perché nessuno tocca nulla…. La sera prima di partire inizio a cercare un posto dove dormire, devo decidermi tra un paio, ed ecco che spunta “Into the unknow” recensito con un bel 9.2 il suo prezzo mi fa riflettere, neanche sette euro per quattro notti per una stanza privata con bagno e balcone, ha pochi commenti e tutti ne parlano bene ma non sono convinto, dov’è la bufala? Qualcosa mi dice di prenotare al massimo butto sette euro e cerco altro. I miei soldi spesi meglio, un vero paradiso, all’ingresso un giardino immerso nel verde e soprattutto nel silenzio, tavoli e divani, un biliardo una piccola cucina, in fondo al viale una costruzione con molte stanze, la mia è molto spaziosa e luminosa, dal balconcino si vedono solo le montagne che abbracciano Pushkar, mentre scrivo nonostante sono seduto sulle mura di Jaisalmer in un punto panoramico e la notte sta calando, mi assale la nostalgia ma vabbè fin dal primo giorno sapevo che non sarei potuto rimanere li in eterno.I ragazzi che gestiscono l’ostello sono deliziosi il loro sorriso e la loro calma sono contagiosi, in sette giorni ho avuto modo di conoscere molte persone tra cui un ragazzo francese che girava il mondo da sette anni #dreamtime.

 

 

 

Che dire Pushkar, oltre che se passate da quelle parti troverete un pezzo del mio cuore, vi dico che per gli indiani è una città dove almeno una volta dovrebbero andare per bagnarsi nelle acque sacre del lago, intorno al quale ci sono cinquantadue gath e da dove vi potete godere dei bellissimi tramonti a patto che vi togliete le scarpe però, anche il perimetro del lago infatti e sacro. La città è vegetariana al 100% ma non vi preoccupate se proprio non riuscite a fare a meno della carne a soli venticinque minuti di auto c’è la caotica, musulmana e ricca Ajmer dove troverete carne in ogni angolo, ci passo un giorno e ve la consiglio vivamente, ci sono molte cose da vedere, ma sono felicissimo di tornarmene nella mia amata Pushkar e consumare la mia cena vegetariana. Il momento dei saluti è davvero difficile ma sapevo sarebbe arrivato, saluto Shiva il rapper fighissimo che dal check-in al check-out è stato sempre presente e disponibile, Rahul calmo ed elegante che una mattina mi ha fatto fare un bellissimo trekking sulle montagne mentre Aman il cuoco, viene con me alla stazione dei bus, lui va casa a sposarsi e mi ha invitato al suo matrimonio, spero vivamente di riuscire ad essere per quella data a casa sua….

Next Stop Jaisalmer

 

 

 

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